Il Design come forma d’intrattenimento

Frigoriferi che divorano corpi per sputarli in abissi di luci folli e specchi infernali, giardini liquidi che annegano l'anima in estasi proibite. Il design è evaso dalle fabbriche: ora forgia apocalissi giocose, dove la realtà implode in un'orgia di meraviglia cosmica. Osate varcare il portale?

Il Design è una disciplina che nasce tra la fine del ‘700 e metà dell’800 a Londra grazie alla rivoluzione industriale e alla prima Grande Esposizione Universale (EXPO) di Londra del 1851. Il termine inizialmente si riferisce alla progettazione di oggetti fisici; uno dei ruoli del design è rispondere ai bisogni, risolvere problemi, proporre soluzioni o esplorare nuove possibilità per migliorare la qualità della vita degli esseri umani.

Nei giorni nostri questa disciplina si è espansa a dismisura, assumendo un ruolo decisivo soprattutto con l’avvento delle nuove tecnologie nel digitale e nel web. Ha forgiato connessioni mondiali tramite app, social network e siti web che, lungi dal risolvere problemi, ne hanno generati di nuovi e complessi. È emersa come una vera e propria corrente ideologica e concettuale, una delle chiavi essenziali dell’uomo moderno.

Soffermandoci su questo aspetto concettuale rivoluzionario, il design non si limita più alla mera progettazione di oggetti: ora progetta e crea mondi (reali e virtuali), scenografie e ambienti nuovi, fuori dal normale e trasformativi. Esempi emblematici sono i collettivi multidisciplinari teamLab in Giappone e Meow Wolf in America, fondati all’inizio degli anni 2000 e composti da artisti, designer, programmatori, matematici e architetti.

TeamLab nel 2001 a Tokyo grazie a Toshiyuki Inoko crea installazioni immersive che fondono arte, scienza, tecnologia e natura. Celebri soprattutto le loro opere principali teamLab Borderless & teamLab Planets, entrambi a Tokyo.

Il primo, come dice la parola, senza bordi, uno spazio di oltre 10mila metri quadri in cui perdersi ed esplorare infiniti mondi, innumerevoli stanze fatte da installazioni, video mapping, luci, specchi, schermi led e molto altro. Nasce per esprimere la bellezza della continuità. Il visitatore si ritrova circondato da scenari che cambiano a seconda dell’interazione con le persone che occupano lo spazio.

Il secondo invece, Planets, fonde perfettamente tecnologie avanzate con la Natura, quattro aree tematiche in cui il visitatore si immerge in uno spazio multisensoriale, acqua, luci, fiori, piante, colori e profumi.

Nel 2025 sono entrati nel Guinness World Record come museo d’arte dedicato ad un singolo artista più visitato al mondo, superando i 2 Milioni di visitatori.

Meow Wolf, fondato nel 2008 a Santa Fé, New Mexico, invece a differenza dei colleghi giapponesi nasce grazie ad un gruppo di artisti squattrinati con la filosofia del DIY (do it yourself, fallo da te) con pochi mezzi a loro disposizione, idee folli e tanta voglia di evadere dalla monotonia. Nei primi 3 anni hanno lavorato quasi a gratis, ma poi sono cresciuti a dismisura, anche grazie a raccolte pubbliche e private, che li hanno portati a collaborare per esempio con George R.R. Martin (scrittore del Trono di Spade)...c’è chi dice che saranno la Disney del nuovo millennio, e potrebbe anche avere ragione. La loro filosofia è far uscire la gente di casa e riconnetterla nella vita.

A Las Vegas, nella grande AREA15 di 19mila metri quadri si attraversa Omega Mart, un supermercato, all’apparenza normale, ma prestandoci più attenzione ci si accorgerà subito che tutto non è come sembra e addirittura attraverso un frigorifero il visitatore verrà catapultato in un’ambientazione psichedelica fatta di luci flou, specchi, installazioni folli...oltre 60 diversi portali per altri mondi (come sono definiti dal collettivo) in cui l’unico limite è l’immaginazione dove tutto è possibile.

Oggi Meow W. sono presenti con quattro grandi mostre, oltre a quella sopra citata, anche a Houston (TX), Grapevine (TX) e Denver (CO).

Per concludere possiamo dire che il Design oggi, più che risolvere i nostri problemi pratici, è diventato un mezzo attraverso cui affrontare i nostri problemi esistenziali, e riscoprire se stessi, riconnettendosi alla realtà con stupore e meraviglia, come tornando bambini. Una nuova forma, un punto di vista con cui guardare la realtà, un modo di fare design innovativo che definiamo Design For Fun.